Friday, 11 Aug 2006

NON FARE IL BASTARDO. NON ABBANDONARLO

Il cane che vedete nella foto si chiama Tommy, ma è stato ribattezzato da tutti i bambini del complesso in cui vive “Tommasino”, per via della sua dolcezza e simpatia. Fu trovato a bordo di una strada un anno e mezzo fa, in condizioni fisiche deleterie, legato ad una catena, sotto una pioggia torrenziale. Il suo unico torto era quello di non essere un cane di razza. O meglio : Tommy è un bellissimo esemplare di Rottweiller. Solo che nel suo DNA figurano alcuni geni di cane lupo, motivo questo per cui si può dire che sia Rottweiler al 90%. Evidentemente quel 10% di “razza bastarda” non doveva essere stato accettato dai suoi vecchi proprietari. Piangeva ed ansimava. Aveva appena un mese e mezzo ed era stato abbandonato da persone che fino a quel momento gli avevano dispensato carezze e sorrisi. Forse era un “regalo di Natale” o forse era altro. Fatto sta che presto queste “persone” si stufarono di lui e lo abbandonarono in quella maniera barbara. Per un pò ha avuto difficoltà a fidarsi della gente e timore ogni volta che lo si rimproverava. Oggi “Tommy” è un cane felice, amato dai suoi padroni e coccolato da bambini e cani amici. Ha un suo letto, ha una sua ciotola, ha i suoi giochi, ha persino un cane fratello maggiore, che lo tratta proprio come un fratello piccolo, proteggendolo quando i padroni lo rimproverano troppo. Insomma se la passa bene, ma non tutti purtroppo sono così fortunati. Tanti cani infatti d’estate vengono abbandonati dai loro padroni, che preferiscono andare in vacanza, sbarazzandosene, invece di lasciarli in una pensione o da un dog-sitter. Il Rotaract Bari durante l’anno sociale in corso organizzerà uno o più service in favore degli amici animali, per ricordarne i diritti e sensibilizzare l’opinione pubblica ad averne più rispetto. In questa pagina potete ricordare la bella serata di due anni fa, nel ciclo “Paroliamo”, in cui ci siamo chiesti chi sia più bestia tra l’uomo e gli animali. “Tommasino” sarà la nostra mascotte in questi dodici mesi per aiutarci a ricordare tanta sofferenza.